
Cristina Sara
effeunopuntouno aps - ets - bfiInsieme, Soli
“Insieme, Soli” è una raccolta di scatti dove gli smartphone non sono protagonisti assoluti ma presenze costanti che alterano e trasformano la percezione dello “stare insieme”: presenze che accompagnano, distraggono e separano; presenze che ormai non notiamo più, che diamo per scontate e che si insinuano silenziosamente in ogni relazione.
“Essere insieme” sembra così perdere il suo significato originario e più intimo: si condivide uno spazio in prossimità fisica, ma non il tempo interiore. I corpi a volte si sfiorano, una vicinanza che inviterebbe a parlarsi, guardarsi negli occhi e condividere pensieri. E invece l’Altro, pur accanto a noi, diventa un’eco, un’ombra, e gli sguardi si abbassano sullo schermo.
È una condizione che attraversa ogni età ed ogni relazione: adulti, coppie, gruppi, tutti immersi in una prossimità che non coincide più con la presenza.
Anche la generazione Alpha si inserisce, in modo sorprendente, in questa stessa condizione: bambini già parte della schiera degli iperconnessi, eppure soli, occhi persi e dita veloci sui touch screen, collegati a ogni anfratto del mondo virtuale e sempre più distanti da quello materiale, dove si gioca toccando con mano e sbucciandosi le ginocchia, fra relazioni e sentimenti reali. Una generazione così immersa nella tecnologia da rendere sempre più labile il confine fra online e offline.
L’umile ambizione di questi scatti è forse quella di essere una possibile testimonianza del nostro tempo, dove “vicinanza” non è più sinonimo di “presenza”, perché troppo spesso un altrove digitale prevale, ci avvolge e ci isola.
Non si tratta di cercare risposte o di spiegare ma, al contrario, di non smettere mai di porsi domande: cosa vuol dire oggi “essere con gli Altri”? Si può essere con gli Altri anche quando i nostri sguardi non si incrociano più?
CRISTINA SARA
Breve nota biografica
E’ solita dire che fotografa da sempre, molto prima delle vacanze al mare con due rullini da 36 scatti nello zaino.
Per anni la fotografia ha avuto soprattutto il compito di custodire un ricordo. Poi ha sentito il bisogno di lasciare entrare nelle sue immagini l’elemento umano. Persone sconosciute hanno così iniziato ad animare, inconsapevolmente, racconti raccolti quasi per caso lungo la strada.
Ama la fotografia di strada perché le permette di abitare luoghi ordinari e renderli (stra)ordinari attraverso i dettagli. Non occorre essere dall’altra parte del mondo: le storie sono ovunque, aggrappate alle persone, disponibili a chi sa fermarsi e guardare.
Le sue immagini nascono dal desiderio di trattenere frammenti di vita, gesti, sguardi e incontri che rischierebbero di dissolversi nell’istante successivo. Crede che nessuno possa sottrarsi alla fatica e alla gioia di conoscere sé stesso attraverso gli Altri. È anche per questo che fotografa le Persone: nelle loro storie riconosce sempre qualcosa della propria storia.
Si è laureata in Filosofia a Milano per passione, prima ancora che per conseguire un titolo di studio. È una passione che continua ad accompagnare il suo modo di guardare il Mondo: non per trovare risposte definitive, ma per non smettere mai di porsi domande.
È autrice del libro fotografico Street Philosophy, pubblicato da Psicografici Editore: un titolo che racchiude l’incontro tra la fotografia di strada e la formazione filosofica che orienta il suo modo di guardare il Mondo.
Ha esposto fotografie singole presso Art Gallery Finestreria di Milano nell’ambito di mostre collettive curate da “The Road Photographer”, network internazionale di fotografi che amano il genere street photography


